L’emissione di gas provoca comunque costrizione o respiro sibilante, ma l’eliminazione del gas dall’intestino è un normale processo fisiologico. Fa parte di ciò che si produce mangiando e bevendo. Un’altra parte si verifica quando gli alimenti non completamente assorbiti raggiungono il colon e fermentano i batteri.

Avere gas di tanto in tanto non significa, di per sé, che ci sia un problema digestivo. Quantità, frequenza e intensità variano a seconda del cibo, della velocità dei pasti, del microbiota e della tolleranza di ogni persona.
Di seguito, 12 punti che ti aiuteranno a comprendere meglio questo processo quotidiano, senza drammatizzare e senza ricette miracolose.
1. Diverse volte al giorno può essere normale
Non esiste un numero “certo” che sia uguale per tutti. Alcune persone producono relativamente poco gas; altre, di più. Le osservazioni normali indicano circa 10-20 episodi al giorno, una frequenza comune per molte persone, e la maggior parte passa inosservata.
Più utile che descrivere ogni singolo episodio è notare se si è verificato un cambiamento improvviso rispetto al proprio comportamento abituale, soprattutto in concomitanza con disturbi del sonno, diarrea o dolore addominale.
2. La maggior parte del gas intestinale non è necessaria
I principali gas del tratto digerente – azoto, anidride carbonica, idrogeno, ossigeno e, in alcune persone, metano – sono praticamente inodori.
Il metodo caratteristico consiste nell’utilizzare piccole quantità di compost con effluente, formatosi durante la digestione e grazie all’attività microbica. Una minima frazione del volume totale potrebbe non essere sufficiente a provocare odore.
3. Mangiare velocemente aumenta la produzione di gas
Non tutto il gas si forma nell’intestino. Mangiare velocemente, mangiare troppo masticando, bere con una cannuccia o masticare frequentemente chewing-gum porta a ingerirne di più. Una parte non viene espulsa; un’altra continua a scorrere.
Un semplice consiglio: mangiare con più calma e masticare meglio. Aiuta a godersi le bevande e a mangiare meno.
4. Anche la fermentazione delle fibre genera gas
L’apparato digerente non decompone completamente tutti i tipi di fibre o carboidrati. Quando si arriva al colon, i batteri li consumano. Questa fermentazione forma gas e anche acidi grassi di base, tra cui il butirrato.
È quindi comune avvertire una maggiore produzione di gas dopo aver consumato legumi, verdure o altri alimenti ricchi di fibre. Non vale la pena eliminare completamente questi alimenti nutrienti solo perché producono gas.
5. Più gas non significa microbiota “ottimale”
La fermentazione è un segno di attività microbica, ma la quantità di gas prodotto non indica che il microbiota sia sano o diversificato.
Due persone possono mangiare la stessa cosa e produrre quantità di gas molto diverse. Entrano in gioco la composizione batterica, la velocità di transito intestinale, la tolleranza a determinati carboidrati e altri fattori.
6. Trattenere il gas per un periodo prolungato può causare fastidio.
In situazioni sociali è normale trattenere il gas per un po’. Non è probabile che si tratti di un problema serio per un po’ di tempo. Se la ritenzione si prolunga, possono comparire pressione, dolore o un temporaneo fastidio.
Il gas può dislocare l’intestino e fuoriuscire successivamente. Quando possibile, di solito è più confortevole lasciarlo in una posizione adatta, altrimenti si rischia di provare fastidio.
7. Alcuni gas intestinali sono infiammati, ma non c’è bisogno di “verificarli”
L’idrogeno e il metano possono far parte del gas intestinale e causare infiammazione. È un fatto scientifico curioso. Non bisogna mai cercare di “verificarlo” con il fuoco: il rischio di incendio è reale.
8. Succede a tutti, indipendentemente dal sesso
Non c’è traccia di un genere. In ognuno di noi avviene la digestione e la fermentazione intestinale. Le differenze tra gli individui dipendono dalla dieta, dal microbiota, dalla motilità intestinale, dall’assunzione di cibo, dalle intolleranze e dalla sensibilità intestinale. Si noti che la quantità può variare di giorno in giorno.
9. Alcuni alimenti FODMAP possono aumentare la produzione di gas
I FODMAP sono carboidrati a basso contenuto di grassi che, in alcune persone, non vengono assorbiti nell’intestino tenue e fermentano rapidamente. Legumi, alcuni tipi di frutta e verdura, erbe aromatiche o additivi come sorbitolo, mannitolo e xilitolo possono aumentare la produzione di gas e l’infiammazione in soggetti sensibili.
Questo non significa che questi alimenti siano da considerarsi “dannosi”: molti sono nutrienti e ricchi di fibre. Non è consigliabile seguire una dieta FODMAP molto restrittiva di propria iniziativa e per lunghi periodi. Se necessario, la soluzione più sicura è consultare un medico o un nutrizionista.
10. Ognuno produce la stessa quantità di metano
Il microbiota intestinale è diverso in ogni persona. Alcuni hanno più microrganismi che convertono l’idrogeno in metano; in altre parole, la produzione è minore. Questo aiuta a spiegare perché lo stesso processo può generare gas di diverso tipo.
Alcuni studi collegano la produzione di metano intestinale a un rallentamento del transito intestinale. Se soffri di dolore addominale persistente o altri sintomi cronici, è necessaria una valutazione medica, non l’autodiagnosi.
11. Il volume non dipende solo dalla quantità.
Una maggiore quantità di gas non implica necessariamente un maggiore rumore. Nasce dall’interazione tra il flusso d’aria, i muscoli e i tessuti. Influisce sulla pressione, sulla postura, sulla velocità di espirazione e sulla tensione muscolare.
Ciao, il volume è tre cose diverse: